Nel 2023 abbiamo effettuato complessivamente una quarantina escursioni di un giorno o di più giorni, con cadenza settimanale, con difficoltà di vario livello sulle montagne delle nostre zone allargate a tutto l’arco alpino, soprattutto in Alto Adige e nel Veneto. Nei primi mesi dell’anno anche sei bellissime ciaspolate.

Di seguito trovate una carellata di fotografie di ogni escursione.

Campo Carlo Magno – Lago delle Malghette

E’ un lago alpino del Trentino collocato a 1890 m. nell’alta Val Meledrio, nel Parco Naturale Adamello-Brenta.
Ambiente caratterizzato da boschi di conifere su una terrazza che affaccia verso est sulle Dolomiti di Brenta settentrionali. Ad ovest è sovrastato dal Monte Nambino, Cima Lasté e Cima Artuick.
Lasciata l’auto a Campo Carlo Magno, abbiamo ciaspolato in neve fresca e vergine per quasi 500 mt. di dislivello con un anello di oltre 10 km.

Ciaspolata Val di Brandet – Malga Casazza (1485 m.)

Facile ciaspolata che si sviluppa nella parte orientale del Parco Naturale di Val Brandet e Campovecchio, giungendo fino alla sua testata, nei pressi della Malga Casazza (1458 m.)laddove le pendenze aumentano e pongono un limite alla facile escursione. La Val Brandet, con l’adiacente Val di Campovecchio, racchiude a mò di tenaglia questa riserva naturale, ricca di acque e di monti poco frequentati.

Ciaspolata Trivigno – Monte Padrio (2152 m.)

Bellissima ciaspolata con meta il monte Padrio. E’ una vetta di 2146 metri di altitudine che si erge isolata nel punto in cui convergono Valtellina, Val Camonica e Orobie Valtellinesi. Dalla sua vetta il l’imponente panorama spazia a 360° dal massiccio dell’Adamello, a tutta la catena orobica, alle Alpi Retiche (Disgrazia, Bernina) e ai monti dell’Alta Valtellina (Cima Piazzi, Ortles, Cevedale…).
Il percorso, ad anello, con partenza dal borgo alpino di Trivigno, si snoda dapprima nel bosco di abeti rossi e larici, per poi guadagnare la vetta risalendo i dolci pendii che conducono alla vetta.
Lunghezza: 10,2 km – Dislivello 450 m.

Ciaspolata – Dal Rifugio Novezza alla Madonna della Neve

Bella “ciaspo-camminata” da Novezza di Monte Baldo al santuario seicentesco di “Madonna della neve” e ritorno.
Totale 11,9 km con un dislivello totale A/R di ben 450 metri. Giornata stupenda immersi in faggete meravigliose e piene di energia!

Ciaspolata – Altopiano di Asiago, Val Formica – Cima Larici

L’escursione di oggi ci porta nella cosiddetta ‘zona alta’ dell’Altopiano dei Sette Comuni: la Val Formica sull’Altopiano di Asiago in un ambiente di forte interesse naturalistico e storico. Una meta per chi ama i boschi e le cime.
La Val Formica deve il suo nome ai numerosi formicai che disegnano il paesaggio dei boschi che circondano la valle, come testimonia lo scrittore Mario Rigoni Stern:
“Passando vicino, i mandriani gli diedero un saluto e lui rispose con allegria. Prese il sentiero che scendeva per la Val Formica e capì perché si chiamasse così, era naturale, ad averci pensato: in quel bosco c’erano molti formicai, anche alti come lui, costruiti con gli aghi di conifere …”
Raggiungiamo, con un pò di “fuori traccia…” la panoramicissima vetta di Cima Larici (2027 m.) con vista veramente a 360°!
Per finire,e puntatina al caseificio Penner di Asiago dove facciamo scorta di formaggi!

Ciaspolata – Rifugio Cimon della Bagozza e Madonnina dei Campelli

Escursione con neve al Passo e alla Madonnina dei Campelli. Si parte dalla loc. Fondo (Schilpario) dove si calzano i ramponcini. Arrivati al Rifugio Cimon della Bagozza proseguiamo fino alla madonnina dei Campelli. Si tratta di una scultura dell’artista locale Tomaso Pizio (ma molto conosciuto anche a livello internazionale): una scultura bronzea a tutto tondo che ha trovato posto su una roccia in mezzo a una radura, proprio di fronte al Cimon della Bagozza, una delle montagne più caratteristiche e inconfondibili di questa zona. Continuiamo ora a salire fino e oltre il passo Campelli. Al ritorno pranzo al Rifugio Cimon della Bagozza dove mi incontro con due cari amici! Totale lunghezza percorso A/R: 12,2 km Dislivello fino alla madonnina: 470 mt. Dislivello fino al Passo: 695 mt. Inutile dirlo, anche oggi giornata stupenda con amici stupendi!

Cima Flavort

Il monte Fravort (2.347 m.) è una montagna appartenente alle Dolomiti di Fiemme, e si colloca nella sua parte più meridionale, a chiudere verso est la Val dei Mocheni assieme ai vicini Monte Gronlait, Oscivart e Hoabonti.
In vetta sorge il bel bivacco dell’amicizia, realizzato dal gruppo alpini di Frassilongo che sostituisce una baracca in pessime condizioni, costruita in legno e sassi sui resti di costruzioni della prima guerra mondiale e crollata per la neve negli anni.
Lunghezza percorso A/R: 16, 1 Km – Dislivello totale: 1027 m.

Santa Maria del giogo – Punta Almana

“Faticosetta” salita a Punta Almana (1.390 m.) partendo dal parcheggio di Santa Maria del Giogo. Punta Almana si trova sullo spartiacque tra la Valtrompia e il lago d’Iseo. In vetta si gode una spettacolare vista sul lago e numerose altre cime. Peccato che la visibiltà oggi non era al massimo.
Dislivello circa 900 metri e lunghezza percorso 11 km.

Parco delle Fucine di Casto

Il parco delle fucine di Casto, situato tra la Val Sabbia e la Valtrompia è un insieme di sport, natura e relax.
Esistono un facile itinerario escursionistico (quello che abbiamo fatto noi oggi), vie ferrate, pareti per arrampicate, itinerari per mountain bike, ponti tibetani, teleferiche ecc.
Punti di ristoro il Rifugio Paradiso gestito dagli Alpini (aperto la domenica e nei giorni festivi) e la Càa dele Strèe, nei pressi del parcheggio. Impressionante l’attuale penuria di acqua in un luogo una volta ricchissimo di torrentelli e di una cascata (ora completamente secca).

Campo Carlo Magno – Anello Rifugi Spinale e Boch

Partenza da Campo Carlo Magno (1643 m.) e, passando per malga Malga Fevri (1959 m.) salita al Rifugio Spinale (2099 m.), Lago Spinale (2036 m.), Rifugio Boch (2085 m.). Rientro infine, con giro ad anello, al parcheggio di Campo Carlo Magno.
Totale 13 km con un dislivello di circa 600 metri.
Viste spettacolari a trecentosessantagradi su tutto il gruppo del Brenta!

Tentata salita ai laghi di San Giuliano

Oggi la nostra meta doveva portarci ai bellissimi laghi di San Giuliano salendo da Caderzone Terme. Questa escursione, di media difficoltà nella catena montuosa dell’Adamello con splendida vista sul gruppo del Brenta, purtroppo ci ha riservato una brutta sorpresa: la troppa neve ci ha fatto desistere e abbiamo optato per raggiungere la Malga Campo e rientrare al punto di partenza. Totale 12 km circa e 420 mt di dislivello.
Però arrivati a Spiazzo ci siamo presi una bella rivincita alla “Bottega del Fra” !

Selva Piana e Santuario Madonna della neve

Il monte Selvapiana è la massima elevazione di una lunga dorsale che sorge a Nord di Gavardo (BS), e che, da Ovest ad Est, presenta tre modeste cime: la Croce di Selvapiana (85 0m), sormontata da una gran croce votiva, il Selva Piana propriamente detto (966 m), coronato da alte torri di metallo (ponti radio), ed il monte Renico (886 m), su cui sorge il delizioso santuario della Madonna della Neve.

ulteriori informazioni: http://www.sentieridimontagna.it/le-rupi-fiorite-del-garda-2/monte-selva-piana-966m-e-madonna-della-neve-886m-con-gps/

Cima Comer e Monte Denervo

Partendo dalla baita ANA degli alpini di Gargnano (990 m.) l’escursione di oggi ci ha portato in uno tra i più bei punti panoramici che offre il lago di Garda. Arriviamo a un balconcino con balaustra dove troviamo due forestali che controllano i rapaci. Qui possiamo godere della splendida vista verso la sponda sud gardesana.
Nei pressi di cima Comer, purtroppo, la madonnina li presente da anni è sparita e sostituita con una più piccola posta sotto la croce di vetta. Proseguiamo per la seconda cima: Monte Denervo.
I più allenati allungano l’anello di rientro fino al passo di Fobia (con un dislivello totale di 760 m. e 13 km di lunghezza) mentre gli altri nei pressi della malga Denervo rientrano al punto di partenza (con un dislivello totale di 518 m. e 7 km di lunghezza)
Qui, dopo aver raccolto un pò di legna sul posto, ci accingiamo a fare una bella grigliata a base di salamine & formaggio fuso annaffiata da “qualche” bottiglia di lambrusco finendo con colomba, caffè e ottimo liquore al pino mugo offerto da Eleonora. … Ora ci manca solo un “buon gelato” a Toscolano !

Piramidi di Segonzano e cascata del lupo

Dal parcheggio alla base delle Piramidi di Segonzano si im­bocca il sentiero di risalita ai punti panoramici, tenendo la de­stra lungo la mulattiera e dirigendosi verso il Gruppo Piramidi
n. 3. Durante la risalita sono numerosi gli spiazzi che si apro­no tra la vegetazione e che offrono diversi scorci su queste peculiari formazioni di terra e roccia, capaci di emozionare e stupire in ogni stagione, anche grazie al forte contrasto tra il rosa della terra e i colori della vegetazione.
Si prosegue nella risalita arrivando a incontrare una comoda strada asfaltata, in cui il passaggio di auto è più che raro, si tiene a destra seguendo le indicazioni del Sentiero Europeo ES in direzione dell’altopiano di Piné.
Il percorso procede per gran parte in falsopiano fino a raggiungere, dopo 3 chilometri dalla partenza, il solitario borgo di Òuaras, un piccolo agglomerato di case immerso nel cuore del bosco di acacie e abeti. Dal paese, passando in mezzo alle case, si imbocca una bellissima mulattiera che, avanzan­do all’interno dell’abetina, porta in poco tempo fino all’incrocio Mas dei Saili, da cui si seguono le indicazioni per Masi Laite. La mulattiera, spesso coperta dall’erba, scende decisa nella vegetazione fino a raggiungere la strada asfaltata della Val Regnana dove, svoltando a sinistra, si arriva in meno di un chi­lometro all’imbocco del sentiero che porta alla cascata.
La traccia sterrata in leggera salita si fa strada attraverso alte pareti di porfido scavate dall’acqua nel corso di millenni e in un batter d’occhio ci si trova al cospetto della Cascata del Lupo, un salto alimentato dal Lago delle Buse da cui l’acqua precipita a valle per 36 metri. Vuole la leggenda che il suo nome sia lega­to a un enorme lupo che, cacciato dai contadini del vicino paese di Brusago, venne qui a morire.
Il percorso per rientrare all’auto prevede di scendere lungo la strada asfaltata della Val Regnana, poco trafficata che ci riporta direttamente al parcheggio.
Totale: 9 km e 580 mt. di dislivello

Canè – Verso il bivacco Valzerotten

Canè – Case di Bles

Parco delle Cascate di Molina

La nostra escursione ad anello giornaliera ci ha portato a seguire il percorso Nero e il giro dei numerosi mulini presenti sul territorio per un totale circa 6 km con 300 m. di dislivello.
Spettacolari e scenografiche le cascate che nascono dai salti dei corsi d’acqua.
Non poteva mancare un “giro” sulla zipline !
Il Parco delle Cascate di Molina si estende su un’area di circa 80.000 mq ricca di corsi d’acqua e caratterizzata da una flora e una fauna molto variegata.
Molina deve il suo nome ai mulini costruiti in prossimità dei torrenti che sgorgano da sorgenti perenni a monte del paese, sfruttando l’energia dell’acqua.

Val di Ledro – Malga Giù e Eremo di San Martino

Oggi “faticosetta” escursione in Val di Ledro.
Anello di circa 16 Km salendo nel bosco verso i pascoli di Malga Giù e Ca’ de Mez, sopra Molina. Si rientra scendendo verso Pieve passando dall’antico eremo di San Martino dal quale si gode di un buon panorama sul tutto il Lago di Ledro e la Val Concei. Dislivello totale: quasi 800 m.

2° escursione Corso FIE AE

Oggi a Caionvico (BS) seconda escursione per il 49° Corso di Accompagnatore Escursionismo FIE Lombardia. Non ci siamo fatti mancare l’acqua…

Val di Scalve – Diga del Gleno

Escursione unica e ricca di storia la passeggiata alla Diga del Gleno unisce la bellezza della natura della Val di Scalve al ricordo dell’immane tragedia conseguente al crollo della diga avvenuto il primo dicembre del 1923. Il disastro distrusse le frazioni di Bueggio, Azzone e altre abitazioni fino a Darfo e causò la morte di almeno 356 persone (ma il numero reale risulta ancora oggi incerto).
Raggiungiamo in auto la frazione Pianezza (1267 m) in comune di Vilminore di Scalve. Il sentiero parte in prossimità della chiesa (vicino ad una bella fontana). Dopo aver attraversato dei prati e raggiunto alcune baite, imbocchiamo sulla destra una stradina semi pianeggiante che seguiamo fino ad una deviazione (indicazioni per ladiga del Gleno). Prendiamo il sentiero a sinistra e arriviamo a dei grossi tubi di una condotta forzata, raggiunta la quale saliamo su una bella mulattiera che, con ripidi tornanti, ci conduce fino a quota 1500 m. Il sentiero diviene ora quasi pianeggiante dopo una prima parte nel bosco arriviamo ad uno spettacolare tratto scavato nella roccia a strapiombo sulla valle. Proseguiamo per questo aereo camminamento e raggiungiamo in breve i tetri ruderi della diga del Gleno (1534 m) e il laghetto retrostante.
Dopo esserci rinfocillati, rientriamo per un altro sentiero completando il nostro anello.
Totale 8 km circa con 477 metri di dislivello.
Per approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Diga_del_Gleno

Val Vestino – I pini silvestri di Armo

Partiti in tredici dall’abitato di Armo (849 m.) in direzione nord imbocchiamo la stradina che conduce alla valle dell’Armarolo. Questa si addentra subito nel bosco di pino silvestre, con splendidi esemplari monumentali. La pineta di Armo, purtroppo, sta lentamente sparendo in quanto colpita negli ultimi anni dagli incendi. Anche l’abbandono contrinusce a farla evolvere verso una formazione mista, nella quale, tra qualche tempo, il pino silvestre sarà relegato a un secondo piano!
Proseguiamo fiancheggiando un vecchio mulino ed una simpatica cascatella. Il paesaggio si apre progressivamente sui monti della Valvestino e sugli ampi prati di Messane (1.100 m.). Con percorso ad anello rientriamo ad Armo dopo aver percorso 10 km e circa 430 m. di dislivello.

Escursione a Novezzina con botanico

Nella mattinata il il Prof. Daniele Zanini, referente scientifico dell’Orto Botanico, ci ha guidati in una facile escursione (circa 5 km con 170 m. di dislivello) in ambiente forestale (1340 – 1442 m. di quota) per analizzare, oltre alle fioriture del periodo, le interazioni peculiari tra piante e ambiente. In modo particolare è stato dato risalto ai metaboliti secondari utilizzati dai vegetali per difendersi dagli agenti patogeni e dagli stress ecologici. Al rientro, sotto un bel temporale estivo, ci siamo rifocillati presso il Rifugio Novezzina. Dopo l’ottimo pranzo abbiamo avuto il piacere di visitare, sempre sotto la guida di Daniele, l’Orto botanico nei pressi del rifugio. E’ seguita nel salone conferenze del rifugio una sua lezione di botanica. Per finire è stato proiettato un video sulle farfalle che ho potuto fotografare e filmare in vent’anni di escursioni.

Lessinia – Giro delle malghe

Ci incamminiamo verso Malga Maia (che vedremo al ritorno); al primo bivio svoltiamo a sinistra, passando sotto uno degli ultimi nuclei di faggi secolari della Lessinia, autentici monumenti vegetali.
L’itinerario prosegue fino a Malga Cornafessa (1295 m.) e seguendo il sentiero attraverso i pascoli e lungo un crinale ci portiamo alla sovrastante Malga Lavacchione (1398 m.).
Si prosegue attraversando una folta abetaia e con una piccola deviazione si raggiunge Malga Revoltel (1554 m.). Proseguiamo attraversando un prato pianeggiante prima di salire alla Malga Coe di Ala (1656 m.). In quindici minuti raggiungiamo il rifugio Castelberto (m. 1.765) che troviamo chiuso e ci rinfocilliamo. Da qui si ha un ottima vista per ammirare all’orizzonte il Gruppo del Baldo, il Gruppo del Carega e più lontano l’Adamello e le Dolomiti del Brenta. Siamo a circa a metà strada e intrapprendiamo ora la discesa per completare l’anello.
Torniamo sui nostri passi poi percorrendo la strada che porta a Malga Lessinia (m. 1.617) e subito dopo prendendo a destra la stradina che scende a Malga Campo Retratto (1558 m.) e più in basso a Malga Lavacchietto (1448 m.).
La strada è fiancheggiata dai cippi che segnavano il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austrungarico, e ci ricordano come questa zona sia stata terra di frontiera tra due stati.
La mulattiera entra infine in un bosco di conifere e scende poi per il Vajo delle Cisterne fino ad incrociare sulla sinistra una strada che in pochi minuti riconduce ai prati della Malga Maia (1303 m.) e quindi al nostro punto di partenza.
Totale circa 18 km con 576 m. di dislivello.

Giro delle Cascate di Vallesinella

Ammirare e fotografare questi tre salti di acqua ( cascate Alte, cascata di Mezzo e cascata di Sotto )è stata l’occasione per concederci una lunga e rilassante passeggiata tra boschi di faggi, ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Insieme alle Cascate Nardis in Val di Genova, queste sono le Cascate più attrattive e spettacolari di tutto il Trentino. Sono immerse in un contesto straordinario, il Parco Naturale Adamello Brenta, e hanno un gioco di potenza capace di lasciare ogni escursaionista a bocca aperta.
Vallesinella ricorda con il suo nome i tempi in cui i rifugi della valle, Tuckett, Brentei, Alimonta e Pedrotti collegati dalla ferrata delle Bocchette, si raggiungevano insieme agli asini. Le Cascate che la attraversano, suddivise in Alte, di Mezzo e Basse, a seconda della quota da monte a valle in cui sono collocate, creano salti d’acqua maestosi.
Abbiamo percorso il sentiero dell’Orso (o sentiero delle Cascate partendo dal parcheggio dello Spinale con giro ad anello. Totale 15 km con 450 m. di dislivello.

Val di Ledro – Monte Cocca

Anche oggi bella escursione ad anello fino alla vetta del Monte Cocca (1410 m.). Dalla sommità si gode una meravigliosa vista su tutto il Lago di Ledro e sui paesi del fondovalle. Lunghezza 8 km con un dislivello di circa 800 m.

Tre Cime di Lavaredo

Non servono molte parole per descrivere questa escursione! Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti, attirano ogni anno escursionisti e alpinisti da tutto il mondo. Il Giro delle Tre Cime è un itinerario facile adatto anche alle famiglie, ben segnalato e fra i più classici e noti nelle Dolomiti di Sesto. Unico nel suo genere per il panorama mozzafiato che lo circonda.

Sentiero dei fiori … solo fiori !

Lungo il Sentiero dei Fiori, tra la fine di giugno e la prima metà di agosto, si possono osservare, tra le altre, le seguenti rarità: la Linaria Bergamasca, la Silene d’Elisabetta, la Campanula dell’Arciduca, l’Aglio insubrico, il Caglio del Monte Arera, il Papavero giallo, la Sassifraga della Presolana.
Trovate qui una carellata di fiori fotografati nelle due escursioni del 30 giugno 2021 e 18 luglio 2023. … se non amate i fiori, passate oltre !

Passo di Campo, Re di Castello, Rifugio Maria e Franco

Partiti dal parcheggio di malga Bissina (1833 m.) ci incamminiamo verso il grazioso Lago di Campo (1945 m.). Raggiungiamo con bella e ripida ascesa il passo di Campo (2298 m.). Da qui inizia il vero divertimento… (leggasi “faticaccia” !). Lasciata alla nostra destra il bivio per il Rifugio Maria e Franco, cominciamo ad arrancare sugli enormi pietroni di granito che ci porteranno in vetta a Re di Castello (2889 m.), una cima del gruppo dell’Adamello, nelle Alpi Retiche meridionali, dove la visibilità purtroppo è ridotta a zero a causa di nuvole che ci avvolgono ormai da ore…
Nei pressi della vetta sono ancora presenti i resti di fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale.
Il panorama dalla vetta sarebbe stato straordinario, esteso verso nord all’intero settore centrale dell’Adamello con bella vista sulla cima principale del gruppo, sul Mandrone e sulla Lobbia. Peccato! In compenso nella discesa verso il Rifugio Maria e Franco (2559 m.) abbiamo la fortuna di incontrare alcuni maestosi esemplari di stambecco che si lasciano tranquillamente avvicinare per un booking fotografico!.
Raggiunto il rifugio (deserto e avvolto nelle nubi) non ci resta altro che ritornare verso il Passo di Campo e da li al nostro parcheggio
Durata dell’escursione più di 10 ore con oltre 16 km e 1333 m. di dislivello complessivo.

Val Trompia – Monte Ario

Oggi, sul territorio di casa (Val Trompia), piacevole escursione senza difficoltà tecniche al Monte Ario partendo dalla località Vaghezza.
Raggiunta la croce di vetta (1.755 m.) riscendiamo sull’altro versante e raggiunta la Malga Pian del Bene di Sopra 1.515 m. acquistiamo delle formagelle stagionate.
Su tutto il sentiero scopriamo un’immensa varietà botanica e paesaggi particolarmente suggestivi.
Totale circa 10 km con 668 m. di dislivello.

L’escursione di oggi ci ha portato al monte Muffetto (2.060 m.)
Dal Parcheggio del Bassinale al Plan di Monte Campione in breve si raggiunge il rifugio Monte Cimosco (1805 m). Ora si sale in cresta e la si percorre fino al Dosso Sparviero (1.891 m.) Da qui l’itinerario ci porta alla Stanga di Bassinale (1897 m), in vista del Plan di Monte Campione. Proseguiamo con ripida salita fino al Monte Muffetto (2.060 m.) dal quale godiamo di uno splendido panorama a 360 gradi! La vista spazia dal gruppo Ortles Cevedale, Presolana, Adamello, Presanella, Maniva, Monte Baldo e Lago di Garda, solo per citarne alcuni…
Percorso ad anello di circa 6,2 km con dislivello totale di 370 m.

… verso il monte Frerone

Gruppo Escursionisti Lonato del Garda
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